VII BIENNALE DELL'IMMAGINE - CHI SIAMO / ABOUT US - 2010 2011
 

Biennale dell'immagine
rassegna internazionale di fotografia e video



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7ª Biennale dell'immagine

   
       
 

CHI SIAMO / ABOUT US
28 11 2010  -  20 01 2011

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Galleria Mosaico

 

 

       
 

Carlo Merello
Vuoti a perdere

 

Carlo Merello è un artista di formazione architettonica.

Sensibile ai comportamenti del soggetto sia nei confronti della propria interiorità che in quelli del mondo esterno, Merello ha portato a compimento, nel 2004, un pregnante ciclo di lavoro intitolato Vuoti a perdere che, muovendo dalla fisiognomica dell’umano, arriva a radiografare le tracce e a registrare le voci virtuali di ambienti di lavoro silenti, luoghi dell’assenza, di diversa tipologia e destinazione, da tempo disattivati o abbandonati.

È questo il corpus delle opere presentate in questa settima edizione della Biennale dell’Immagine di Chiasso.

Si tratta di lavori, assimilabili sovente alla modalità del dittico, che accostano alla parte fotografica digitale un’incisione, su cristallo, di tavole anatomiche dell’Ottocento, il cui disegno impercettibile, opportunamente illuminato, è leggibile nell’ombra proiettata sul fondo, lievemente discosto, di carta bianca. La resa fotografica asettica e ibernata degli interni di edifici pubblici come uffici, ospedali, scuole, caserme, ipermercati, opifici, riattiva, per contrasto, la memoria del vissuto che, in altri tempi - in cui il personale, di volta in volta impiegatizio, sanitario, scolastico, militare, commerciale, operaio, era attivo ed operante - li animava e segnava.

La stessa spersonalizzazione degli ambienti vuoti si riflette sui volti atipici delle tavole anatomiche, che, per contrappunto, assumono espressioni compostamente malinconiche, quasi ieratiche, negli eleganti profili che li delineano.

Viana Conti, Genova, Luglio 2010

 

Vuoti a perdere

Nelle città esistono vari tipi di edifici; alcuni sono adatti ad un uso privato, altri progettati per un uso pubblico.  Gli edifici che hanno funzioni pubbliche sono normalmente uffici, ospedali, scuole , caserme, ipermercati, opifici  e altri dello stesso tipo. 

Il progetto “Vuoti a perdere” prende in esame questi edifici nel momento in cui la loro vita attiva è terminata, quando il pubblico che anima i loro ambienti non esiste più, quando la funzione per cui sono nati è cessata e nei loro ambienti rimane soltanto l’aura di una vita trascorsa.

Questi vuoti raccontano, col silenzio e l’assenza dell’essere, lo sgomento del nulla, dell’inesistente spirituale; siccome il corpo umano, svuotato della propria vita racconta di materia inerte, inconsistente e vacua.

Il confronto con le due assenze è il dialogo muto che si concreta sulla pagina bianca mediante l’ombra che scaturisce dal vetro inciso quando la luce lo investe.

Carlo Merello    2004

 

incontro con l’autore
Viana Conti presenta Carlo Merello
sabato 04.12.2010 ore 17.00
presso Galleria Mosaico, Chiasso

 

 


Carlo Merello

Uffici Pubblici - 2004

Dalla serie Vuoti a perdere


Carlo Merello

Scuola 6 - 2004

Dalla serie Vuoti a perdere



Carlo Merello

Opicifio 4 - 2005

Dalla serie Vuoti a perdere



Carlo Merello

Opicifio 3 - 2005

Dalla serie Vuoti a perdere


Carlo Merello

Opicifio 1 - 2005

Dalla serie Vuoti a perdere
 

Galleria Mosaico
Via Emilio Bossi 32
Chiasso

27.11.2010 – 31.12.2010
MA - SA 15.00 – 18.00
 

CHIUSO DO E FESTIVI
tel +41.91.6824821
giannamacconi@hispeed.ch

APERTURA STRAORDINARIA
DO 12.12.2010 dalle 15.00 alle 18.00
 

biografia

 

Carlo Merello è nato a Genova nel 1950. Architetto, lavora nel complesso delle arti visive.

Dai primi anni Settanta ad oggi la sua ricerca ha attraversato i valori della pittura neo-espressionista e neo-romantica, con particolare attenzione al tema della città e agli aspetti emblematici della  natura e dell'autoritratto.

Nei lavori dei primi anni Novanta lo studio del simbolismo criptico degli archetipi della visione viene elaborato mediante il disegno di improbabili case di apparente e fredda memoria neoclassica. 

Nei primi anni  2000, riprende alcuni temi fondamentali della sua ricerca per riconsiderarli in un ambito “sociale” meno legato ad argomentazioni autoreferenti: nascono così i plastici in perspex “Stabile-Emozionale”, i ”Libri dei Tipoidi”, le” Ferite della Storia”, il lavoro sui fatti del G8 genovese “Souvenir d’Italie”, le "Fessure di Genova" e i “Vuoti a Perdere”; per questi ultimi lavori diventa importante l'uso dello strumento fotografico digitale.

La ricerca relativa ai rapporti tra la visione artistica e la cultura architettonica lo coinvolge tutt’ora.

Nella sua ricerca è importante il progetto dell’installazione proprio per la sua valenza ambigua e “border – line” tra arte e architettura, così come l’uso dello specchio che  trasforma lo spazio fisico in elemento figurativo (bidimensionale) virtuale e dinamico.

www.carlomerello.it