Bi8 BIENNALE DELL'IMMAGINE - OGNI SGUARDO UN PASSO

Biennale dell'immagine
rassegna internazionale di fotografia e video



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8ª Biennale dell'immagine

   
       
 

OGNI SGUARDO UN PASSO
25 11 2012 -  31 01 2013

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CUCICUCI

Non è mica vero che siamo tutti uguali
immagini di
Valérie Losa

 

Senza il sogno di una cosa
installazione video e sonora di Giusi Campisi


Laboratorio di cucito

con Giulia Fratini e Michela Quadri

 



a cura di Chiasso Culture in movimento
Andrea Banfi, Lucia Ceccato, Simonetta Candolfi








 

Cucicuci è luogo espositivo che ospita immagini di Valérie Losa e installazioni di Giusi Campisi.

Le opere apriranno riflessioni sulle condizioni di lavoro oggi, sui modi umani di sopravvivere a richieste sempre meno umane.

Cucicuci è laboratorio di cucito, dove viene ideata e cucita la borsa della Biennale e dove si potranno barattare lavori di sartoria con oggetti e attività.

Cucicuci è luogo di incontro dove fermarsi per un pakori o un sambusa.

  CUCICUCI
Via Livio 1
Chiasso

01 12 2012  -  20 01 2013
LU - VE  9.00 - 12.00

VE - DO           16.00 - 19.00

CHIUSO
24 - 25 - 26 e 31 dicembre 2012
e 1 gennaio 2013

    Andrea Banfi, Capo Servizi e Attività sociali
Lucia Ceccato, Operatrice Chiasso, culture in movimento
Lucia.ceccato@chiasso.ch        
tel + 41 91 6950832 / + 41 79 5898637
www.cittadinanzattiva.ch
facebook: Culture InMovimento 
 



Valérie Losa
Non è mica vero che siamo tutti uguali

 
Potrebbe essere la nostra vicina di casa, la nostra collega, una nostra amica, noi stesse. Dieci donne, dieci storie di vita. Percorsi che potrebbero sembrare comuni, eppure unici e singolari.Sullo sfondo, il grande tema del lavoro e la convinzione che la sua declinazione al femminile sia rivelatrice, più di altri punti di vista, dei cambiamenti in atto.
Un incontro, a casa o sul luogo di lavoro, una lunga chiacchierata, un ascolto attento e partecipe, uno sguardo che arriva negli angoli più privati e personali, nelle cucine, negli sgabuzzini…  A partire da questo materiale, umano e simbolico, l’artista realizza una serie di disegni che cercano di rappresentare, attraverso un alternarsi di linee descrittive e spazi bianchi, quello che traspare - e non - dalle situazioni di vita evocate. Il disegno come segno di una narrazione. Raffigurando oggetti quotidiani apparentemente banali ne esplora ogni dettaglio e li restituisce all’attenzione dello spettatore, come se il gesto
di disegnarli uno a uno li caricasse di significato e chiamasse chi guarda a immergersi nella realtà sfaccettata degli spazi e delle forme di vita di chi li abita. Nella ricchezza dei mondi interiori che questi mondi materiali suggeriscono.
L’abbinamento del segno grafico e di alcune frasi estratte dalle interviste tenta di ricostruire la situazione propria ad ognuna delle donne incontrate, lasciando al contempo allo spettatore la libertà di interpretazione e la possibilità di intuire quello che non può essere raccontato.







 

biografia




Ufficio R.




Orto L.




Locale hobby B.




Atelier P

 

 

N.B. tutte le immagini sono state realizzate nel 2012
con Inchiostro Quink su carta BIOTOP 170 g

32,9 x 48,3 cm

 

 

  Giusi Campisi
Senza il sogno di una cosa


Il nostro motto dev'essere dunque:riforma della coscienza non per mezzo di dogmi, ma mediante l'analisi della coscienza non chiara a se stessa, o si presenti sotto forma religiosa o politica. Apparirà allora che il mondo ha da lungo tempo il sogno di una cosa
(dalla lettera di Marx da Kreutznach del settembre 1843)
Sulla
soglia diIl sogno di una cosa, terzo romanzo di Pasolini, ci si imbatte in questa epigrafe.
Abilissimi
nel fiutare metafore consone al nostro universo mentale, eccolo tornare, il sogno di una cosa, anticipato da quella preposizione impropria della mancanza, senza.
L'installazione
per Chiasso, Culture in movimento  prevede la presenza delle due nostre ultime realizzazioni sul tema del mondo del lavoro, un video e un'opera audio; entrambe registrano parole di lavoratori chiamati a raccontarsi come tali.
Dove
l'anonimato preservato dall'assenza d'immagini di "Panorama" ha lasciato più possibilità di dire di sé, in un corteo bizantino di voci di operai, architetti e disoccupati che procedono stagliati sullo sfondo chiuso e desolante del lavoro contemporaneo alla ricerca di un senso intorno all'assenza del sogno, in "Cose trasparenti", è il disagio degli operai delle fabbriche d'armi che rivela l'impossibilità di rispondere al mondo e alla nostra coscienza, se non al prezzo di straordinarie acrobazie della mente.
Concludiamo
con l'immancabile Nabokov, che ci ha involontariamente fornito il titolo di Cose trasparenti, perché ci dice di quest'altra cosa che ha a che fare con la prima.
L'ultima visione di quella vita fu l'incandescenza di un libro, o di una scatola, diventato completamente vuoto e trasparente. E questa, io credo, è la cosa : non l'angoscia grossolana della morte fisica, ma gli incomparabili tormenti della misteriosa manovra mentale necessaria per passare da uno stato di esistenza a un altro.



biografia














frames dal video "Cose trasparenti"
2006 di Giusi Campisi
(Suzie Wong project + Yuri Ancarani + Wang inc.)
       
  Biografie
   

Valérie Losa

 

Nata a Locarno nel 1980, inizia gli studi artistici al CSIA di Lugano nel 1995 e nel 2000 prosegue la sua formazione all’ESAV (Ecole Nationale Supérieure des Arts Visuels) La Cambre di Bruxelles, dove ottiene il bachelor in incisione e tecniche di stampa. Nel 2003 torna in Svizzera per iscriversi alla HGK (Hochschule für Gestaltung und Kunst) di Lucerna, sezione Comunicazione visiva, specializzazione in illustrazione. Nel 2006 ottiene il diploma di illustrazione e si trasferisce nel Canton Neuchâtel, dove inizia a lavorare come illustratrice indipendente (libri per bambini, giornali, materiale scolastico ecc.).
Nel 2011-2012 vince una borsa offerta dalla Città di Neuchâtel e dalla CVC (Conférences des villes suisses en matière culturelle) per una residenza artistica al Cairo.Dal 2007 collabora a numerose pubblicazioni con varie case editrici, tra cui Atlantis Verlag (Zurigo), Lehrmittelverlag des Kantons Zurich (Zurigo), LEP (Losanna), ecc.; a riviste come “Ticino 7”, “La Petite Salamandre”, “Amnesty”, “Strapazin”, “Verde - Das Bio Magazine von Coop” ecc.; con associazioni e istituzioni come La Lanterne Magique, Ville de Genève ecc. Partecipa a numerose mostre collettive di illustrazione, tra cui: Festival Fureur de lire (Ginevra), Fumetto Comix Festival (Lucerna), Bellevue. Ein Panorama Junge Schweizer Illutratoren (Speyer e Budapest), ecc. Nel 2010 pubblica il libro Sapore italiano. Piccole storie di pranzi domenicali (Zoolibri, Reggio Emilia) che vince il Prix des Editions Gasser per l’edizione francese (pubblicata nel 2011), il Prix de la Presse alla Biennale du carnet de voyage di Clermont Ferrand (Francia) ed è selezionato per il CJ Picture Book (Seoul). Nel 2011 lo stesso volume è selezionato per il festival Libri da gustare al Salone del libro di Torino, ottiene il secondo posto al Gourmet World Cookbook Award di Madrid per la categoria “Children and Nutricion Books” ed è selezionato per la Biennale internazionale dell’illustrazione di Bratislava dove vince una BIB Plaque.

 

 


Giusi Campisi

 


Nata a Torino nel 1966, termina gli studi nel 1990 diplomandosi in Scenografia all'Accademia di Belle Arti. Lavora per alcuni anni nell'ambito teatrale come scenografa e costumista e nel 1997 fonda il collettivo artistico Suzie Wong Project.

Nel 2011
costituisce il gruppo di lavoro multidisciplinare GAP selezionato con l'opera Bar Italia per Open ed è promotrice e curatrice di
DEEP progetto artistico in corso a Trento.  
Nel 2012 produce il video Scarto minimo e nel 2011 l’installazione urbana Panorama per la Festa del I maggio di Trento.
Nel 2010 lavora a Densità di grafite, Biblioteca Civica di Trento; Solo l’inizio, installazione urbana sempre a Trento, a cura di Cafè Culture; Senza il sogno di una cosa, installazione al Convegno Internazionale di Sociologia del lavoro, Università degli studi di Trento

Nel 2009 presenta l’installazione Senza il sogno di una cosa, Crac Centro di ricerca per l'arte contemporanea di Cremona, a cura di Dino Ferruzzi; 24 Hours Hotel, Mart di Rovereto, workshop con installazione artistica nella camera 310 dell’ Hotel Leon d’Oro, Rovereto.
Nel 2008 la Fondazione Cuminelli a Cisano, Brescia ospita l’installazione urbana Panorama e, nel 2007, Interno 13 partecipa alla rassegna video The end alla Cineteca di Bologna.
Nel 2006 partecipa a Neverending Cinema  alla Galleria Civica di Trento; nel 2004 Sexing up Motel alla Galleria Civica di Genova.
Nel 2003 presenta Free Travel Bus, Brescia-Trento visita guidata per stranieri clandestini e nel 2002 partecipa al progetto Wurmkos abitare, casa Parpagliona di Sesto Mi;  è presente a Moltitudini, Tolmezzo; Completely confidential, Castelsanpietro, e produce Logistica 228, Milano; Caduta libera nel 2001.
Nel 2000 è invitata alla Galleria Multimedia di Roma per la presentazione di Dopolavoro, a Settimo Milanese per Babilon e al Museo Marini di Firenze, nell’ambito della rassegna  Entre’acte a cura di M. Scotini presenta la performance “E di paga si piglia assai poco
.
Tra il 1997 ed il 1998 ha presentato Our World, Galleria Bordone Milano, Moving road sempre alla Galleria Bordone, Milano e l’installazione Babilon sexy show a Brescia .
Our world è proiettato alla Società Umanitaria Milano, 0 video 1 all’Accademia di Belle Arti di Brera Milano,
Please al Careof Miano.
L'esplorazione del mondo del lavoro, il tema del conflitto nella contemporaneità e la posizione del soggetto di fronte al discorso sociale, sono i temi che configurano la ricerca artistica svolta in questi anni. Prende forma così un insieme di opere progettate a partire dallo spazio pubblico e a questo restituite per una fruizione che è parte dell'opera stessa.

Scarto minimo è la sua ultima produzione che verrà presentata alla Biennale dell’Immagine di Chiasso